Il gioco è fondamentale nella vita degli animali più evoluti, l’essere umano l’ha storicamente collocato nella sfera del rito e del mito, in quanto preziosa opportunità di ricerca, trasformazione, comunicazione.

E' l'inverso di un normale nascondino. Un giocatore si nasconde in un : posto: a turno uno va a cercarlo. Quando lo trova si nasconde con lui nello stesso angolo. Poco a poco tutti arriveranno a nascondersi nello stesso posto (il gioco è tanto più divertente quanto più il luogo è angusto e devono stare stipati e in silenzio. L'ultimo che va alla ricerca, se trova il gruppo, deve dirigersi verso la "tana" camminando adagio, mentre il gruppo deve andare di corsa, tenendosi tutti per mano. Se arriva prima il gruppo sta di nuovo "sotto" il giocatore rimasto solo.

Ci si dispone a coppie. Ognuno racconta all'altro un episodio, un fatto familiare, di vita scolastica o un momento piacevole. L'altro ascolta senza interrompere. E' importante che ognuno sappia che ha a disposizione un suo spazio di parola e di ascolto uguale a quello dell'altro (comunicazione simmetrica).

Ogni racconto dovrebbe essere di circa 5-10 minuti, a seconda dell'età. Successivamente si fa un giro di domande: ognuno rivolge le sue, di chiarimento e precisazione, all'altro, su ciò che ha ascoltato dal partner. Ognuno dice se è soddisfatto del racconto che l'altro ha svolto del proprio pezzo, se vi si riconosce o meno, che cosa aggiungerebbe (è importante rilevare soprattutto gli aspetti positivi). Ognuno alla fine trova una propria gratificazione non per ciò che ha prodotto, ma per il modo con cui l'ha saputo ascoltare. Dire se ci si è sentiti ascoltati dall'altro e da cosa ci si è accorti dell'ascolto (sguardo, posture, vicinanza, mimica, concentrazione, gesti,..). Al termine: tentare di definire insieme, in piccoli gruppi di 4-5, che cos'è l'ascolto e come mantenerlo e quali sono le caratteristiche di buon ascoltatore.

L’animatore spiega al gruppo (5 o 6 partecipanti in ogni gruppo) che occorrerà un certo strumento, una scacchiera, per fare un gioco ,il gioco da fare poi, a gruppetti, potrebbe essere la “battaglia navale” con meno caselle e meno navi di quella classica. Compito di ogni gruppo è quindi di ideare e realizzare una scacchiera . Si mostrano ai partecipanti i materiali da utilizzare per l’esecuzione del progetto. Viene dato inizio alla prima fase di lavoro. Il gruppo deve decidere il tipo di scacchiera da realizzare . Deciso il progetto, l’animatore invita il gruppo ad individuare e a distribuire ai vari membri una serie di compiti funzionali alla realizzazione del prodotto,in modo che non ci sia alcun partecipante senza compiti da svolgere (ci possono invece essere persone che devono svolgerne più di uno). Allo scadere di questo tempo, il gruppo viene invitato a realizzare il progetto deciso.

L'animatore invita il gruppo a discutere brevemente cosa vorrebbe ritagliare dalla carta, così da ottenere un oggetto simpatico o creativo. Oppure dà lui la consegna (esempio: "un serpente, più lungo possibile"; poi: "fare più farfalle possibili"; poi: "ritagliare una carrozza con i cavalli";...). Ogni gruppo deve stabilire un ordine al suo interno per esegure il progetto. I partecipanti di ogni gruppo vengono fatti sedere in fila secondo l'ordine prescelto. Ogni gruppo sarà di fronte ad un altro gruppo. Il primo di ogni fila riceve foglio e forbice e deve iniziare a ritagliare per realizzare il progetto. Ogni gruppo deve operare in silenzio. Allo scadere di 40 secondi il foglio e la forbice devono essere passati al vicinoe così fino a che tutti hanno ritagliato per 40 secondi. Poi si smette e si confrontano i risultati. Discussione finale su come si è sentito ognuno e sul tipo di collaborazione che ha avuto dagli altri.

Si introduce il gioco invitando a pensare a come ci si vorrebbe presentare agli altri, alle proprie caratteristiche che si vogliono mettere in luce. Ci si dispone nella stanza ad una certa distanza gli uni dagli altri ed ognuno traccia un disegno che lo rappresenti (tipo foto di una carta di identità).

Le coppie possono poi cercare ognuna un'altra coppia, costituendo dei quartetti, che racconteranno agli altri una propria storia. Gli altri devono, se c'è, individuare la caratteristica comune in base a cui il quartetto si è formato. La "tecnica" coppia/quartetto/ottetto consente di formare dei gruppi in maniera più graduale e meno artificiosa, arrivando a scelte più consapevoli circa le possibilità di lavorare insieme ad altri. Se all'inizio c'è difficoltà a scegliersi un compagno, le prime volte si può ricorrere a tecniche casuali, come ad esempio tenere in mano (l'animatore) dei fili di lana e far prendere un capo ad ogni partecipante; poi l'animatore apre il pugno e lascia i fili e si mettono insieme i partecipanti che tengono lo stesso filo. La carta di identità può essere costituita con un'immagine/collage da riviste che rappresenti la propria fisionomia o caratteristiche della personalità in termini simbolici.

Come rafforzare il concetto di PACE nelle scuole italiane

Come si deve fare per riuscire a rafforzare un fondamento di morale ed etica nei bambini e ragazzi? Quale è la strategia giusta per affrontare temi difficili e delicati come il razzismo e la guerra? Come si aiuta ad eliminare il pregiudizio? Queste sono solo tre delle numerose domande che un maestro o un professore dovrebbe farsi quando nota situazioni di attrito tra ragazzi che provengono da culture o classi sociali differenti. Sempre più l’Italia sta diventando una nazione multiculturale, che ospita membri di altre nazioni che sono cresciuti con altra cultura e tradizione e molto spesso se le situazioni non vengono gestite a dovere accadono fatti poco piacevoli perché invece di aiutare a sviluppare il concetto di pace si rafforzano le differenze tra i popoli. Una nota sul rafforzamento del concetto di pace e non della sua creazione perché quello è il vero lavoro che spetta ai genitori, un consiglio ed una specificazione perché l’educazione è di primaria importanza nel riconoscimento dei valori e dei diritti umani.

La pace è un fondamento che fa parte della natura dell’uomo ma viene spesso messa in discussione dalle azioni degli essere umani, azioni che mancano di etica e morale, le grandi chiavi per aprire la ragione (oltre che il cuore) al concetto della vera uguaglianza tra generi e nazioni. Certo, si tratta di un concetto speciale di uguaglianza, ma allo stesso modo, se venisse applicato il mondo sarebbe davvero il paradiso. La pace è il giusto, la pace è ciò che aiuta a capirsi di più ed a tollerare meglio le nostre differenze; tutto ciò che è pace vive dentro e fuori di noi e se tutti provassimo ad affrontare la vita in pace non ci sarebbe mai un vero motivo per fare la guerra, perché in pace tutti stanno bene.

Strano a dirsi ma il mondo non funziona così, seppur dotati di intelligenza e consapevolezza, l’uomo utilizza il suo amato libero arbitrio senza cognizione di causa, per cui ecco che il mondo è un grande casino nel quale si giudica perfino il vicino, l’escort Italia, lo straniero o chiunque non sia simile a quello stesso uomo che deciso di giudicare con i suoi mille pregiudizi.

La vera difficoltà consiste nel non avere alcun pregiudizio perché è quello che frega sempre e impedisce di vedere le cose come veramente sono. Il pregiudizio è una sorta di illusione a priori che non consente neanche una verifica a posteriori e proprio per questo è un arma micidiale contro il concetto di pace. La risposta rimane nell’educazione del concetto di pace e nel suo sviluppo, affrontando il tema in classe ogni volta che ci sarà la necessità ed utilizzando strategie intelligenti per aiutare i bambini di oggi di diventare un domani adulti di grande etica e morale.

Le scuole possono migliorare la comprensione del concetto di pace attraverso giochi di gruppo ed attività di volontariato che aiuteranno a consapevolizzare i più piccoli su quanto sia bella la pace!